Nel chiudere il congresso fondativo del nuovo partito della destra italiana, Silvio Berlusconi ha più volte pronunciato la parola libertà e, probabilmente richiamandosi ad un vecchio filosofo abruzzese, ha osannato la libertà definendola una religione.Per quanto la retorica politica possa essere fastidiosa, ma anche, per qualche aspetto, legittima, ciò che è francamente insopportabile è che si capovolga completamente la realtà.
Noi non abbiamo mai creduto che la magistratura debba sotituirsi alla politica. Anzi. Deve gelosamente conservare la sua autonomia. Ma, proprio per questo, ci sentiamo di dire che essa deve poter avere la libertà di indagare qualunque cittadino e, a maggior ragione, il presidente del Consiglio, a proposito del sui coinvolgimento, o presunto coinvolgimento, in un affare giudiziario.
Riteniamo che la libertà di stampa coincida, sostanzialmente, con la libertà e con la democrazia in assoluto. Vivere in un paese nel quale il più grande polo privato fa riferimento al presidente del Consiglio e il principale telegiornale della televisione di Stato viene affidato a un suo uomo, significa vivere in un paese a libertà di stampa limitata.
Abbiamo sempre ritenuto che il Parlamento italiano fosse, come ha detto Berlusconi, pletorico, spesso lento e macchinoso. Ma essendo l'Istituzione principale della democrazia, della democrazia liberale, non deve essere offeso e vilipeso dai cittadini e diventa grave e intimidatorio che lo faccia il capo del governo.
Vorremmo che, in questi ultimi quindici giorni di campagna elettorale, il tema della libertà tornasse veramente centrale nel dibattito politico. La libertà che deve essere il centro delle nuove politiche dell'Europa, che deve rappresentare il momento fondamentale delle battaglie sociali in difesa dei più deboli e di quei ceti medi in declino che rappresentano il pilastro di ogni società civile.
Ci auguriamo che un rafforzamento del Partito democratico possa, in questo senso, dare un segnale forte, ai cittadini italiani ed europei che sentono di voler difendere e accrescere la libertà non solo con i proclami e la retorica ma con i comportamenti concreti e i fatti reali.