|
|
Home
»
Scuola
» La scuola, i docenti, i dirigenti » |
|
| La scuola, i docenti, i dirigenti | | Vogliamo dare risalto a ciò che Il Prof Pascuzzi scrive su Retescuola, a proposito di un articolo apparso sul Messaggero “Il merito in cattedra per salvare la scuola” è il titolo che Il Messaggero di oggi (27.5.2009) dà all’articolo con cui prof. Giorgio Israel esprime alcune sue considerazioni riguardo ad un articolo apparso qualche giorno fa (23.5.2009) sullo stesso quotidiano romano. Questo titolo è fuorviante e suddetto è, a mio giudizio, fuorviante e tendenzioso per i motivi che seguono.
1°) Non corrisponde, o corrisponde solo in parte, al contenuto dell’articolo di Israel;
2°) Insiste implicitamente in una semplificazione falsa consistente nell’attribuire tutti i mali e tutte le disfunzioni della scuola ai soli docenti. I docenti costituiscono solamente la facciata della scuola oppure l’interfaccia immediata dei ragazzi e delle loro famiglie. Certo hanno responsabilità, meriti e demeriti, ma tutto quello che avviene, o non avviene, nella scuola è soprattutto responsabilità dell’intero sistema scuola che va anche dai presidi al ministro e fino al governo. Per chiarire con esempi: i docenti non hanno certo alcuna responsabilità relativamente alle decisioni normative sui debiti scolastici, sul voto di condotta, sulla media per l’ammissione o meno all’esame di Stato, sul numero di alunni per classe, sui libri di testo, sul maestro unico, sulle modifiche degli orari scolastici, sulla riduzione degli indirizzi, ….
3°) Esiste il problema gravissimo, annoso e generalizzato della sotto-retribuzione dei docenti. Di tutti i docenti, per i quali è chiaramente inapplicato l’art. 36 della Costituzione ( « … retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro … »). Questo problema di sotto-retribuzione è aggravato per tutti i circa 200mila docenti tenuti in stato di precariato permanente. Discutere di merito significa chiaramente cercare di eludere questi problemi.
4°) L’articolo al quale Israel fa riferimento riporta le opinioni di tre soli presidi di Roma, Torino e Bari. Opinioni significative ma solitarie, statisticamente non significative. Nessuno dice come la pensano gli altri presidi.
5°) Qualche collega docente ha rintracciato l’appartenenza sindacale dei tre d.s., riscontrando che due sono della UIL e uno dell’ANP. Queste organizzazioni risultano in buona sintonia con l’on. Valentina Aprea e c’è chi ritiene la loro posizione sia un tentativo di assist al pdl n. 953/12.5.2008 della stessa presidente della VII Commissione della Camera.
6°) E’ anche evidente che i presidi in questione vogliono portare l’acqua al proprio mulino cercando di farsi attribuire (in cambio di cosa e perché?) maggiori poteri e maggiori discrezionalità. |
|
|
|
|