Il Partito Democratico ha lanciato, il 28 Febbraio a Città della Scienza, il suo programma per Napoli. Tra i punti più qualificanti c’ è la proposta di Istituire l’ Area Metropolitana di Napoli dando alla prossima consiliatura provinciale un carattere costituente e , di conseguenza , alla incipiente campagna elettorale, un valore politico di grande rilevanza, forse per il futuro di tutto il Mezzogiorno.
Data l’ estensione, la varietà, la complessità di questa città delle città, per intenderci la vera grande metropoli che vediamo dall’ aereo, quella che si estende, senza soluzione di continuità dal litorale flegreo a Castellammare, la realizzazione dell’ Area Metropolitana non potrà essere soltanto un mero processo a freddo di rimodulazione istituzionale e normativa, né potra essere una semplice aggregazione gerarchica di periferie e comuni limitrofi, con al vertice l’ attuale Comune di Napoli. Ovvero una specie di annessione di ciò che sta fuori ad un centro cittadino forse in declino, che già da tempo non è più un motore politico, economico e culturale. Basti pensare, al riguardo, che nel sistema Napoli , a differenza di ciò che accade nell’ area milanese e nell’ area romana, il Capoluogo di provincia rappresenta in termini di abitanti solo un terzo del totale.
Il tono della partita politica e culturale sembra chiaro: occorre scoprire nuove comunanze e nuove identità, riformulando in modo originale confini e collegamenti territoriali, vocazioni e specificità e sperimentando forme di governance molto moderne, inedite per il nostro territorio. Nessuno pensi che basterà mettere assieme, molto burocraticamente, i comuni contigui e farne delle macro municipalità. Si finirebbe per moltiplicare e cristallizzare debolezze e ritardi.
Una sfida quindi di proporzioni gigantesche che richiede alle classi dirigenti politiche un doppio salto mortale: - riappropriarsi di una rappresentazione realistica e coerente del territorio e delle sue opportunità, fuori dai luoghi comuni, dalle facili certezze e presunzioni intellettuali; - mobilitare soggetti e risorse locali, ovvero immaginare un percorso di radicamento nei luoghi e tra la gente che la porti ad uscire dalla sua separatezza.
L’ idea dell’ Area Metropolitana si riconnette così alla necessità di ripensare concretamente la politica . Partecipazione, aggregazione, ascolto, rappresentanza, legami e sinergie devono diventare i concetti e le parole di una profonda innovazione del modo di fare lavoro politico e lavoro pubblico insieme per coniugare e interconnettere domande concrete ed urgenze e visione prospettica e pensiero lungo. Grandi politiche pubbliche e vivibilità quotidiana.
Energie Nuove vuole dare un suo contributo mettendosi su questo percorso. Giovedì 19 Marzo alle ore 17 presso la sede del Denaro a Palazzo Partanna , organizzeremo una prima riflessione collettiva su questi temi , discutendo anche , se lo vorranno i nostri interlocutori, di come il PD può fare e dire la sua nel processo di attivazione dei circoli e animazione della propria presenza territoriale, di concerto e insieme a tante associazioni e gruppi di personei che già da tempo arricchiscono la scena della città.
bartolo costanzo