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L' Università, tra populismo e riformismo

La maldestra manovra sull’ Università mandata in "onda" dal governo e per’altro, come sembra, già fallita sul piano politico, grazie al movimento degli studenti, rientra in quell’ ormai intollerabile abitudine, tutta italiana, di affrontare problemi annosi e complessi con scorciatoie devastanti che aggiungono male al male. Un tema di grandissima rilevanza per lo sviluppo futuro del Paese e che tocca le prospettive di vita di milioni di italiani viene affrontato con poco più di seicento parole annegate in un decretone omnicomprensivo dove c’ è tutto di tutto.

Colpisce la logica dei tagli indifferenziati che non distingue tra realtà sane e realtà con molti problemi, tra processi virtuosi che devono essere incentivati ed aree di inefficienza che devono essere ridotte. Colpisce ancor di più, in un quadro di tale genericità, l’ entità inaudita dei tagli, che sommata alla assoluta mancanza, non dico di una visione riformatrice, ma di una qualsivoglia visione rischierebbe di trasformare il sistema della conoscenza ed i suoi asset in una azienda virtualmente fallita. Altro che mentalità da consiglio di amministrazione !

I provvedimenti assunti dall’ ormai famoso Decreto Brunetta costituiscono l’ ultima forma di applicazione di uno stile di governo compulsivo, centralista e verticista, accompagnato da grandi campagne mediatiche, ( vedi il tema dei fannulloni ), mediante il quale si crede di poter affrontare nodi cruciali della società italiana "ope legis", attraverso un normativismo muscoloso ed illusoriamente taumaturgico che nasce dalla palude populistica in cui si è cacciata la politica.

Ed anche fortemente ideologico perché reitera quella favola in cui , di questi tempi , non crede più nessuno, ovvero che il mercato sia in se foriero di efficienza e di equità. Dimenticando i molti esempi di sistemi pubblici della formazione universitaria e della ricerca che funzionano bene, vedi l’ Università inglese, per esempio. Sembra di rivedere qui, rappresentato da un altro ceto politico, un film già visto: quello delle privatizzazioni all’ italiana quando per fare cassa rapidamente lo Stato dismise interi settori di impresa pubblica, dall’ oggi al domani, per Decreto, senza una precisa e graduale strategia cedendoli ad un imprenditoria privata ancora largamente impreparata.

Anche per questa ragione la partita dell’ Università , nella sua dimensione concreta e simbolica , coincide con una sfida politica epocale: quella tra populismo e riformismo. Ma proprio il carattere di questa sfida ci dice però che non possiamo lasciare che l’ inaccettabile politica del governo Berlusconi finisca con l’ edulcorare o mettere in ombra, sull’ onda della indignazione generale, i veri mali della Università italiana, che sono molti e diffusi, e che, purtroppo per Brunetta , non hanno a che fare con la natura pubblica del suo statuto, nel senso che non si possono guarire con il mercato ma richiedono un intervento più vasto e profondo.

D’altra parte questa sfida passa anche nelle mani del meraviglioso, rivitalizzante movimento degli studenti che si è venuto formando in queste settimane. Interpreta e raccoglie, questo movimento, una nuova richiesta di protagonismo sociale da parte dei giovani e, proprio per questo, deve saper andare oltre " l’ onda anomala" e impetuosa che ha generato. Gli studenti non devono vedere solo la "trave" nell’ occhio di Brunetta e Gelmini ma anche e soprattutto quella nell’ occhio della Università che frequentano e dalla quale dipende il loro futuro. Devono, in quanto oppositori legittimi di questa manovra, agire anche come severi clienti del sistema formativo italiano e della classe dirigente che lo amministra e lo regge. Senza commettere l’ errore, fatale agli epigoni del sessantotto, di confondere la casta della politica con le altre caste di cui è pieno il Paese e che a volte fanno più danni.

Energie Nuove vuole quindi dare un suo contributo al dibattito sull’ università e sulla ricerca ma soprattutto vuole provocare un confronto tra critiche serrate , magari anche radicali e proposte altrettanto severe, magari dirompenti ma sempre concrete e possibilmente senza lamentazioni .

Stiamo pensando ad organizzare qualche evento - incontro . Intanto mandateci contributi e commenti ed animate questo spazio.

Bartolo Costanzo




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